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Vincitori delle Medaglie SPI 2021

Il 17 Giugno 2021 durante l’Adunanza Generale dei Soci SPI sono stati annunciati i vincitori delle Medaglie SPI 2021:

  • Emanuela di Martino per la Medaglia Giovanni Merla, come riconoscimento per l’attività di giovani studiosi italiani nel campo della paleontologia che abbiano contribuito notevolmente alla disciplina con la propria ricerca. Emanuela, originaria della provincia di Siracusa ma ora cittadina del mondo, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Geologiche presso l’Università di Catania, e nel 2014 il Dottorato di Ricerca presso l’Università di Utrecht (Paesi Bassi) dedicando le sue ricerche ai briozoi attuali e fossili dal Mediterraneo all’Indonesia. Post doc presso il Natural History Museum di Londra si è occupata delle possibili cause sull’origine della biodiversità nei mari tropicali ed è poi approdata al Natural History Museum di Oslo dove è attualmente e dove si sta occupando di tematiche macroevolutive. In una carriera poco più che decennale ha dimostrato passione per la ricerca, rigore scientifico e capacità di condurre studi innovativi che l’hanno portata ad essere enormemente apprezzata a livello internazionale e a dimostrare il valore della paleontologia italiana nel mondo.
  • Luca Jaselli per la Medaglia Luigi Torri, come riconoscimento per coloro che non sono impiegati professionalmente nell’ambito della paleontologia, ma che hanno dato un contributo importante alla disciplina. Socio SPI da tanti anni, Luca ha partecipato con costanza alla vita della Società non solo presenziando ai Paleodays, ma anche ricoprendo il ruolo di membro del Consiglio Direttivo SPI per due mandati consecutivi, partecipando in modo professionale, propositivo e attivo a tutte le attività e nell’ultimo anno al Sito Web. Si è occupato della cura di collezioni di musei locali (Museo Stoppani), e ha prodotto numerosi lavori di carattere divulgativo. E’ autore di pubblicazioni scientifiche su ofiuroidi, asteroidi e crinoidi del Triassico e Giurassico fino alla ricerca appena pubblicata che riguarda la più antica segnalazione del genere Sphenodus in Lombardia.

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