Bollettino SPI Vol. 1 - Issue 1
Issue 1
Published in 1960
- Longinelli A. & Tongiorgi E. (1960)
Frequenza degli individui destrogiri in diverse popolazioni di Rotalia beccarii Linneo
pp. 5-16
Sono state studiate le frequenze degli individui destrogiri di Rotalia beccarii Linneo in quarantacinque faune a foraminiferi provenienti quasi esclusivamente da sedimenti terziari, quaternari, e attuali marini o salmastri della zona compresa tra La Spezia e Vada (Livorno). Le frequenze riscontrate variano dal 5,5 % al 43% e si e potato verificare che nelle 4 faune attuali le percentuali aumentano sensibilmente al diminuire della profondità alla quale vivono le faune stesse. Nei campioni provenienti da sondaggi le frequenze più elevate di individui destrogiri si osservano nelle fasi corrispondenti a condizioni lagunari.
In base anche ai risultati dello studio di faune del Calabriano e del Siciliano ed a considerazioni diverse, si avanza l’ipotesi che uno dei fattori determinanti per la sopravvivenza o meno delle forme destrogire, sia la variazione della temperatura dell’acqua. Temperature base risulterebbero sfavorevoli allo sviluppo degli individui destrogiri, temperature più elevate giocherebbero invece favorevolmente.
Vengono messe in evidenza le possibilita di utilizzare le variazioni di frequenza degli in-clividui destrogiri e sinistrogiri per stabilire correlazioni tra serie sedimentarie vicine e l’in-fluenza che le variazioni stesse potrebbero avere nello studio delle paleotemperature per mezzo della determinazione del rapporto 18O/16O nel carbonato di calcio del guscio dei foraminiferi.
- Colacicchi R. (1960)
Squalodon bariensis nel calcare bituminoso miocenico di Ragusa (Sicilia)
pp. 17-32
Vengono illustrati alcuni resti di un cranio di odontoceto rinvenuti nel calcare bituminoso del Langhiano superiore della Sicilia meridionale (Ragusa). I frammenti, costituiti da parte di una mandibola sinistra con la serie dentaria pressochè completa, e alcuni frammenti del rostro (anche questi con vari denti), hanno permesso una sicura classificazione dell’individuo, the deve riferirsi alla specie Squalodon bariensis Jourdan. Le caratteristiche dell’individuo concordano perfettamente con quelle del tipo del Jourdan e le dimensioni sono intermedie fra il tipo suddetto e gli esemplari descritti dal Paquier e da G. Dal Piaz.
- Loriga C. (1960)
Foraminiferi del Permiano superiore delle Dolomiti (Val Gardena, Val Badia, Val Marebbe)
pp. 33-73
Come primo contributo alla conoscenza dei microforaminiferi del Permiano superiore (“formazione a Bellerophon“) delle Dolomiti si rendono noti risultati di uno studio eseguito su sezioni sottili di materiale proveniente dagli affioramenti di Val Gardena, Val Badia, Val Marebbe.
Sono descritte ed illustrate 33 specie e subspecie appartenenti ai generi: Nodosinella, Ammodiscus, Hemigordius, Monogenerina, Globivalvulina, Agathammina, Nodosaria, Geinitzina, Pachyphloia, Frondicularia. Fra le forme determinate sono state considerate nuove 5 specie ed 1 subspecie: Geinitzina leonardii n. sp., Monogenerina conica n. sp., Nodosaria montanaroae n. sp., Pachyphloia elegans n. sp., P. reicheli n. sp., Geinitzina spandeli dolomitica n. subsp.
- Cita M.B. & Palmieri V. (1960)
Prima segnalazione in Italia dei generi di Foraminiferi Aragonia Finlay e Clavigerinella Bolli, Loeblich e Tappan
pp. 74-83
Sono descritte due specie di foraminiferi dell’Eocene medio dell’Alta Val di Non (Trentino, Italia) appartenenti a due generi mai precedentemente ricordati per l’Italia e aventi peculiare significato stratigrafico: gen. Clavigerinella Bolli, Loeblich e Tappan e gen.
Aragonia Finlay. Una specie è ritenuta nuova per la Scienza: Aragonia anauna n. sp.
- Zanfrà S. (1960)
Grado di probabilità di appartenenza di alcune specie al genere Clypeaster Lamarck
pp. 84-92
È stato applicato alla sistematica dei Clypeaster un metodo biometrico proposto da A. Sacchetti, allo scopo di determinare matematicamente la probabilita di appartenenza (=transvariazione) a questo complesso generico di 10 specie ad esso riferibili.
Dalla costruzione di una spirale rappresentante il gruppo mediano ideale, si sono ottenuti 10 diagrammi rappresentativi, uno per ciascuna specie, in cui e stata fissata la transvariazione della singola specie rispetto al genere Clypeaster per ognuno dei 12 caratteri esaminati, nonchè l’ordine gerarchico dei caratteri stessi.
- Montanaro Gallitelli A. (1960)
Manoscritti e bozze per il Bollettino – Note agli autori
pp. 93-107
Il Bollettino pubblica solo lavori di Paleontologia e Paleoecologia. È tracciato lo schema adottato per la presentazione dei manoscritti. Il più largo rispetto per la personalita degli Autori, espressa dalle loro idee e dal loro stile, deve essere da questi ricambiato col più largo rispetto ad una organizzazione delle parti uniformi del testo paleontologico, specialmente nel settore sistematico, nella bibliografia e nella preparazione delle tavole. L’articolo è ispirato a precedenti note pubblicate da altri AA. sul Journal of Paleontology. Su tale falsariga sono riportati esempi di parti di manoscritti.