Bollettino SPI Vol. 7 - Issues 1, 2

Issue 1

Published in December 1969

  • Corradini D. & Serpagli E. (1968)

Preliminary report on the discovery and initial study of large amount of “scolecodonts,, and polychaete jaw apparatuses from Mesozoic formations

pp. 3-5

Abstract

Some three hundred specimens of scolecodonts and fossil polychaete jaw apparatuses are newly reported from Mesozoic formations. The gap in our precise knowledge of Mesozoic and Tertiary forms and the importance of the present Cretaceous documentation as a connection between Paleozoic and recent polychaetes are stressed.

  • Russo A. (1968)

Ostracodi tortoniani di Montebaranzone (Appennino settentrionale modenese)

pp. 6-56

Abstract

Sono state determinate, ed in parte descritte e illustrate, 86 specie di Ostracodi provenienti da un affioramento di marne fossilifere in località Sarsetta, Montebaranzone (App. sett. modenese). Un sottogenere, Loxoconcha (Kollmannina) ed una specie, Loxoconcha (Kollmannina) oertlii, vengono descritti per la prima volta. In base all’Ostracofauna si è potuto assegnare, con sufficiente sicurezza, l’affioramento al Tortoniano medio-inferiore. La presenza di specie come Cardobairdia glabra, Krithe dolichodeira, Krithe aff. morkhoveni, trovate per la prima volta da van den Bold nel Miocene dell’America centrale, permettono all’Autore di tentare, come già per i foraminiferi planctonici, una correlazione a largo raggio.

  • Cantaluppi G. & Montanari L. (1968)

Carixiano superiore e suo passaggio al Domeriano a NW di Arzo (Canton Ticino)

pp. 57-77

Abstract

Vengono esposti i risultati dello studio di una serie in una cava a NW di Arzo (Canton Ticino).
L’osservazione geologica sul terreno e l’esame paleontologico confermano una sostanziale regolarità di successione di livelli e di faune che interessa cronologicamente il Carixiano superiore e il Domeriano inferiore.
La composizione microfaunistica è influenzata dal tipo di sedimentazione: negli strati del primo sottopiano, interpretati come prevalentemente intercotidali e notevolmente condensati, si trovano quasi esclusivamente foraminiferi a guscio arenaceo; in quelli del secondo sottopiano, di ambiente neritico, se ne trovano diversi a guscio jalino.
Tra i termini del Carixiano e del Domeriano esiste un intervallo di transizione, bene identificabile per mezzo delle ammoniti, alla cui base le associazioni microfaunistiche hanno affinità infra-liassica, mentre alla sommità hanno affinità medio-supraliassica.
Il passaggio tra le forme ancestrali e quelle evolute è graduale.
Il risultato sistematico più saliente è la proposta di una nuova specie di ammonite: Fuciniceras dubari, reperita nei livelli di età Carixiano superiore. Questa segnalazione si affianca ad altre dall’Atlante marocchino e dalla Breggia (Canton Ticino), confermando la comparsa del genere Fuciniceras prima del Domeriano.

  • Petrescu I. (1968)

Considerazioni generali sulla flora fossile della Valea Almasului (Romania nord occidentale)

pp. 78-84

  • Russo A. (1968)

Ostracodi tortoniani di Montebaranzone (Appennino modenese): aggiunte e rettifiche

pp. 85-86

Issue 2

Published in June 1970

  • Menesini E. & Tavani G. (1968)

Resti di Scaldicetus (Cetacea) nel Miocene della Puglia

pp. 87-93

Abstract

I resti fossili studiati sono rappresentati da denti e frammenti mandibolari, provenienti da terreni miocenici dei dintorni di Lecce (Puglia – Italia meridionale). Essi sono stati attribuiti a Scaldicetus grandis (Du Bus) sulla base del confronto con il materiale olotipico che viene in parte qui figurato. Inoltre sono state messe in evidenza le differenze tra i denti di S. grandis e quelli delle due specie più affini: S. caretti e S. mortselensis. Infine è stata brevemente discussa la validità dei nomi generici Hoplocetus, Scaldicetus, Physodon e Palaeodelphis, ritenuti sinonimi già da vari AA., arrivando alla conclusione che il nome valido è quello di Scaldicetus.

  • Dieci G., Antonacci A. & Zardini R. (1968)

Le spugne cassiane (Trias medio-superiore) della regione dolomitica attorno a Cortina d’Ampezzo

pp. 94-155

Abstract

Viene presa in esame una ricca fauna di Spugne calcaree provenienti dalla formazione triassica degli scisti di S. Cassiano nelle Dolomiti. Il materiale in esame è stato raccolto da R. Zardini in numerose campagne sul terreno nella regione di Cortina d’Ampezzo. Sono state determinate ed ampiamente illustrate 40 specie di spugne, 23 appartenenti agli Inozoa e 17 agli Sphinctozoa. Quattro generi (Euepirrhysia, Precorynella, Prosiphonella, Zardinia) e 10 specie (Stellispongia subsphaerica, Euepirrhysia montanaroae, Peronidella rosetta, P. auriformis, Sestrostomella aureolata, Prosiphonella amplectens, Zardinia perisulcata, Z. platithalamica, Amblysiphonella strobiliformis, Cystothalamia polysiphonata) sono istituite per la prima volta. E stato portato a termine un tentativo di chiave sistematica nell’ambito degli Inozoa. La fauna in esame è stata confrontata con le classiche faune a spugne calcaree del Trias.