Bollettino SPI Vol. 19 - Issues 1, 2
Issue 1
Published in December 1980
- Ciampo G. (1980)
Ostracodi miocenici (Tortoniano-Messiniano) della regione di Ragusa (Sicilia)
pp. 5-20
Vengono studiate le ostracofaune mioceniche delle Formazioni Tellaro e Palazzolo (Ragusa-Sicilia). L’analisi biostratigrafica a mezzo dei foraminiferi planctonici permette di attribuire alla Formazione Tellaro un’età compresa tra il Langhiano inferiore e il Tortoniano superiore, mentre nella Formazione Palazzolo si è riconosciuto il Messiniano inferiore con Globorotalia tumida plesiotumida. Lo studio delle ostracofaune è limitata alla parte tortoniana-messiniana delle due formazioni. Nella parte paleontologica vengono descritte 5 specie e 1 sottospecie nuove.
- Aruta L. & Ruggieri G. (1980)
Nuovo ostracode marino del Saheliano dell’Italia meridionale
pp. 21-24
Viene istituito un nuovo genere di ostracodi marini, Peteraurila, specie tipo (monotipica) Peteraurila musculus n. sp., pertinente alla famiglia Hemicytheridae, subfam. Aurilinae, genere apparentemente caratteristico del Saheliano dell’Italia meridionale.
- Ruggieri G. & Russo A. (1980)
Due nuovi generi di Ostracodi marini del Miocene superiore italiano
pp. 25-35
Vengono istituiti due nuovi generi di ostracodi marini, a distribuzione nota esclusiva o prevalente del Saheliano italiano, e precisamente Nonurocythereis (Fam. Hemicytheridae, subfam. Urocythereidinae) rappresentato da 3 specie, di cui una nuova, e Occlusacythereis (Fam. Trachyleberididae, subfam. Trachyleberidinae) rappresentato da 3 specie, tutte nuove.
- Bossio A. (1980)
Tavanicythere (Ostracoda, Podocopida), nuovo genere del Miocene superiore meio-mesoalino della Toscana
pp. 36-43
Viene descritto e illustrato il nuovo genere Tavanicythere (specie tipo Tavanicythere lepida n. sp.), rappresentato da tre specie provenienti dalla parte medio-alta della « serie lignitifera », riferibile al Messiniano inferiore, del Bacino di Radicondoli (Siena).
Delle tre specie descritte due (Tavanicythere lepida e Tavanicythere etrusca), provengono da sedimenti depostisi in un lago con acque meio-mesoaline, l’altra (Tavanicythere pulchra) trovata anche associata con Foraminiferi, sembra poter tollerare salinità più elevate. Dall’esame della bibliografia risulta che anche alcune specie rinvenute in sedimenti della Paratetide appartengono al nuovo genere.
- Colalongo M.L. & Pasini G. (1980)
La Ostracofauna plio-pleistocenica della Sezione Vrica in Calabria (con considerazioni sul limite Neogene/Quaternario)
pp. 84-126
Vengono illustrati i risultati delle ricerche effettuate sugli Ostracodi rinvenuti nella Sezione Vrica (Crotone, Calabria), proposta come stratotipo del limite Neogene/Quaternario al « X INQUA Congress » (Birmingham 1977). La Sezione Vrica è stata suddivisa in 3 intervalli biostratigrafici (Selli et al. 1977), per ognuno dei quali viene fornito l’elenco delle forme determinate e sono espresse considerazioni di carattere stratigrafico riguardanti le Ostracofaune.
Viene inoltre messo in evidenza che nell’ambito di un breve tratto di sezione, situato a cavallo del limite Neogene/Quaternario (qui definito in base alla comparsa del primo ospite nordico, il Cytheropteron testudo), 1) si verificano numerose comparse di Ostracodi, 2) si verificano comparse e scomparse di forme planctoniche (principalmente Foraminiferi) probabilmente
utili per il riconoscimento del limite Neogene/Quaternario in aree extramediterranee, 3) esistono altri elementi, riguardanti la magnetostratigrafia e le datazioni geocronometriche, per correlazioni a vasto raggio.
Sono infine descritti 4 nuovi generi e 46 nuove specie di Ostracodi; di 130 forme, tra le numerose determinate nei 275
campioni presi in esame, viene data la distribuzione stratigrafica lungo tutta la sezione.
- Ruggieri G. (1980)
Sulla distribuzione stratigrafica di alcuni ostracodi nel Pleistocene italiano
pp. 127-135
Si elenca, suddiviso per gruppi ad analoga distribuzione stratigrafica, un certo numero di ostracodi, che allo stato attuale delle conoscenze sembra possano essere utili per la stratigrafia del Pleistocene italiano. Alcune specie sono illustrate come nuove. Il genere Mutilus Neviani 1928 viene suddiviso in due sottogeneri.
- Bonaduce G., Masoli M., Pugliese N. & McKenzie K. (1980)
The genus Pseudocythere Sars (Crustacea: Ostracoda) in the Bay of Naples
pp. 136-142
The genus Pseudocythere is represented in the Bay of Naples by 3 taxa: Pseudocythere caudata mediterranea n. subsp., Pseudocythere armata n. sp. and Pseudocythere hastata n. sp.. The descriptions of the carapaces of the 3 taxa are given together with the depth distribution.
- Bonaduce G., Masoli M., Minichelli G. & Pugliese N. (1980)
Some New Benthic Marine Ostracod species from the Gulf of Aqaba (Red Sea)
pp. 143-178
The benthic Ostracod fauna of 4 near-shore samples from the Gulf of Aqaba (Red Sea) is studied. 38 new
species are described and illustrated.
Issue 2
Published in May 1981
- Cafiero B. & De Capoa Bonardi P. (1980)
Stratigraphy of the pelagic Triassic in the Budva-Kotor area (Crna-Gora, Montenegro Yugoslavia)
pp. 197-204
The pelagic Halobiid sequences of the Triassic basin of Budva-Kotor (Montenegro, Crna-Gora, Yugoslavia), ranging from the Upper Ladinian or Lower Carnian to the Norian (Alaunian), have been studied. The recognized species are the same as those existing in other outcrops of the «Pindos seaway»; a biostratigraphic correlation is therefore made possible between the Yugoslavian sequences and those of Greece, Lucania and Sicily. The problems on the chronostratigraphy of the Halobiids and the pelagic Triassic are discussed as well.
- Pavia G. (1980)
Molluschi del Tabianiano del Basso Monferrato (Alba, Italia NW)
pp. 205-226
Vengono descritte alcune specie di molluschi del Pliocene inferiore (Tabianiano) di tre località a Nord di Alba. Una specie è proposta come nuova: Tornus pedemontanus n. sp.. Il sottogenere Jujubinus (Strigosella) é sinonimo soggettivo più recente di Gibbula (Steromphala); vengono discusse le specie plioceniche norditaliane attribuite a « Strigosella » in letteratura.
Si segnala la presenza di Cocculina adunca, specie atlantica attuale, nel Pliocene inferiore di San Giacomo.
- Davoli F. (1980)
Interpretazione di una forma teratologica di Bonellitia (Cancellariidae, Gastropoda) del Tortoniano
pp. 227-232
Viene qui descritta ed illustrata una forma teratologica di Bonellitia, proveniente dal classico giacimento tortoniano di Tortona e già classificata in schedis da Doderlein come Cancellaria squarrosa n. sp.
Dall’esame dettagliato dei primi giri spirali sembra di poter avvicinare l’esemplare più a B. serrata che a B. bonellii, entrambe Specie ben rappresentate nel giacimento.
Viene inoltre brevemente accennato al problema delle forme anomale ed ai meccanismi di rigenerazione del guscio nei molluschi.
- Parra A., Benot C. & Diaz M.G. (1980)
Foraminiferi del Neogene nelle marne azzurre della provincia di Siviglia (Spagna SW)
pp. 233-240
Sono state studiate le tanatocenosi a Foraminiferi planctonici presenti nelle « marne azzurre » affioranti in una area di 4.200 Km? situate nella provincia di Siviglia (Spagna S-W).
Tale studio ha permesso di riconoscere due unità biostratigrafiche: la Zona a Globorotalia acostaensis e la Zona a Globorotalia conomiozea ascrivibili rispettivamente al Tortoniano superiore e al Messiniano. Inoltre in base allo studio dei Foraminiferi bentonici si è potuto dedurre la profondità dell’ambiente di deposizione degli affioramenti descritti (100-300 m).
- Pittau Demelia P. & Del Rio M. (1980)
Pollini e spore del Trias medio e del Trias superiore negli affioramenti di Campumari e di Ghisciera Mala (Sardegna)
pp. 241-249
I pollini ritrovati negli affioramenti di Campumari e di Ghisciera Mala hanno permesso per la prima volta la datazione dei sedimenti in cui sono stati ritrovati. I due affioramenti sono situati rispettivamente a sud-ovest ed a nord-ovest lungo la costa della Sardegna. Nel primo caso si tratta di sedimenti detritico-carbonatici, nel secondo caso di gessi varicolori. I primi poggiano su un basamento antico peneplanato, i secondi, in giacitura quasi verticale, ricoprono con contatto tettonico le arenarie del Buntsandstein della Nurra.
Fino ad ora per assoluta mancanza di macro e microfossili classici non era stato possibile datare questi sedimenti ed il ritrovamento di associazioni palinologiche classiche corrispondenti a quelle dell’Europa centro-occidentale hanno permesso di datare come Muschelkalk medio (Anisico superiore) l’affioramento di Campumari e Keuper inferiore (Ladinico superiore – Carnico) i gessi di Ghisciera Mala.
Le associazioni ritrovate sono le seguenti. Campumari: Leptolepidites sp., Todisporites sp., Tigrisporites sp., Stellapollenites muelleri, Minutosaccus crenulatus, Triadispora crassa, Triadispora plicata, Chordasporites singulicorda, Striatoabieites sp.. L’associazione invece ritrovata a Ghisciera Mala documenta la 1.a fase del Trias Germanico: Camerosporites secatus, Ovalipollis pseudoalatus, Ovalipollis minimus, Praecirculina granifer, Duplicisporites granulatus, Enzonalasporites vigens.
- Crowther P.R. & Bergström S.R. (1980)
Cortical Bandages in an Upper Ordovician Glyptograptid graptolite from Ohio
pp. 250-253
SEM study of the periderm surface ultrastructure in specimens of Glyptograptus lorrainensis anacanthus Mitchell and Bergström, 1977 from the Richmondian (Late Ordovician) Arnheim Formation of Ohio revealed the presence of superposed, fibrillar, ribbon-shaped increments – cortical bandages – in the outer cortex. Such cortical bandages have recently been found in representatives of a few other graptolite genera, and their presence in Glyptograptus supports the idea that they are a basic type of structural element in the periderm of graptolites in general. The form and arrangement of the cortical bandages in our specimens are consistent with a mode of secretion similar to that in pterobranchs.
- Borselli V., De Giuli C., Ficcarelli G. & Mazzini M. (1980)
Casa Frata: una localita fossilifera del Villafranchiano Superiore presso Terranuova Bracciolini (Arezzo) nel Valdarno Superiore
pp. 254-258
È stata ritrovata una nuova fauna a mammiferi del Villafranchiano Superiore nel Valdarno Superiore. Essa appartiene all’Unità Faunistica del Tasso e comprende: Canis etruscus, Canis falconeri, Vulpes sp., Ursus etruscus, Martes sp., Pachycrocuta brevirostris, Lynx issiodorensis, Acinonyx pardinensis, Homotherium crenatidens, Archidiskodon meridionalis, Dama nesti, Eucladoceros sp., Leptobos vallisarni, Megalovis sp., Equus stehlini, Dicerorhinus etruscus, Lepus valdarnensis. Vengono segnalati per la prima volta nel Villafranchiano italiano i generi Megalovis e Martes nonché la presenza di Acinonyx pardinensis nel Valdarno Superiore.
- Kotsakis T. (1980)
Revisione sistematica e distribuzione stratigrafica e geografica del genere Cynodictis Bravard & Pomel (Carnivora, Mammalia)
pp. 259-273
In questo lavoro viene intrapresa una revisione sistematica delle forme europee del genere Cynodictis Bravard & Pomel, 1850 (Carnivora, Mammalia). Vengono riconosciute valide sei specie, delle quali la prima con quattro sottospecie:
1) Cynodictis lacustris lacustris (Gervais, 1848); Cynodictis lacustris neboulensis Bonis, 1978; Cynodictis lacustris intermedius Filhol, 1876; Cynodictis lacustris viverroides Filhbol, 1876; 2) Cynodictis exilis Teilhard de Chardin, 1915; 3) Cynodictis longirostris Filbol, 1876; 4) Cynodictis crassus Teilhard de Chardin, 1915; 5) Cynodictis cayluxensis Filhol, 1876; 6) Cynodictis ferox Filhol, 1876.
Vengono escluse dal genere, pur essendo riconosciute specie valide: 1) « Cynodictis » palmidens Teilhard de Chardin, 1915; 2) « Cynodictis » major Teilbard de Chardin, 1915.
La posizione filogenetica del genere rimane dubbia. Si avanza l’ipotesi che Cynodictis discenda dai miacidi dell’Eocene medio dell’America settentrionale, che sia vicino allo stock ancestrale degli Amphicyonidae e che si sia estinto senza una diretta discendenza. La posizione stratigrafica del genere si estende dall’Eocene superiore fino all’Oligocene inferiore.
Viene infine considerata la posizione sistematica delle specie asiatiche di questo genere. Non sembra che le quattro specie fino adesso descritte dall’Oligocene inferiore e medio dell’Asia orientale e centrale possano essere incluse nel genere Cynodictis.
Si pensa piuttosto ad una invasione dell’Estremo Oriente da parte di carnivori primitivi provenienti dall’America settentrionale e ad una evoluzione locale parallela a quella delle forme europee.
- Andri E. & Rossi F. (1980)
Leiochaetetes furlensis n. gen. n. sp., un nuovo Chetetide del Passo del Furlo (Pesaro, Marche)
pp. 274-280
Viene descritta una nuova forma di Chaetetidae appartenente alla famiglia Achanthochaetetidae Fischer, 1970, riferibile come età alla parte inferiore del Titonico superiore. Per il suo inquadramento sistematico viene proposto il nuovo genere Leiochaetetes, con la nuova specie Leiochaetetes furlensis, che si ritiene intermedio tra i generi Achanthochaetetes Fischer, 1970 e Ptychochaetetes Koechlin, 1947. E stata inoltre esaminata la composizione e la tessitura della micrite di riempimento dei
tubi.
- Perri M.C. & Spalletta C. (1980)
Conodonti e biozonatura del Frasniano (Devoniano sup.) di Pramosio, Alpi Carniche
pp. 281-310
La biozonatura a conodonti del Devoniano presenta alcuni intervalli in cui sono richiesti controlli dell’applicabilità a livello mondiale e del potere risolutore. Ciò vale in particolare per il limite Devoniano medio-Devoniano superiore, di cui è in corso la scelta del criterio di definizione.
La sezione è stata studiata banco a banco, perché è una delle poche non lacunose o condensate in corrispondenza di questo limite.
Questo vantaggio però è condizionato da processi complessi di rimaneggiamento, essenzialmente laterale, che non sembrano alterare la sequenzialità stratigrafica neppure a livello sottozonale.
Peraltro lo studio dei rapporti fra distribuzione verticale dei conodonti e meccanismi di sedimentazione ricostruiti permette di ottenere informazioni sia sulla distribuzione ambientale dei diversi conodonti, che sulle alterazioni indotte su tale distribuzione da processi di sedimentazione laterale.
Sono state riconosciute tutte le sottozone della biozonatura del Frasniano dalla Schmidtognathus hermanni–Polygnathus cristatus Zone alla Palmatolepis gigas Zone, secondo Klapper & Ziegler (1979).
Nella sistematica vengono illustrate e discusse 34 morfospecie appartenenti a 7 morfogeneri. Fra queste ci sono 5 marker zonali e Palmatolepis disparilis, la cui prima comparsa è stata provvisoriamente scelta dalla IUGS Subcom. on Devonian Stratigraphy come criterio per definire il limite Devoniano medio – Devoniano superiore. Oltre 30 morfospecie vengono illustrate per la prima volta nella letteratura italiana.
- Andri E. & Bonci M.C. (1980)
Nuove osservazioni su Stomiosphaera moluccana Wanner
pp. 311-321
Le osservazioni al microscopio ottico e al microscopio elettronico a scansione (M.E.S.) di un grande numero di esemplari di Stomiosphaera moluccana Wanner hanno permesso agli Autori di compiere una nuova e più dettagliata descrizione di tale specie, basata soprattutto sui nuovi dati inerenti l’ultrastruttura della parete. È stato, inoltre, affrontato il problema dell’esistenza o meno di una apertura e della variabilità dimensionale di tale specie, tentando di scindere la variabilità reale da quella geometrica dovuta all’orientamento della sezione. Viene ulteriormente confermata la presenza di Stomiosphaera moluccana nei calcari micritici a Calpionelle giurassico-cretacei e la sua utilità nella stratigrafia. È stata, infine, riesaminata la posizione tas- sonomica di Stomiosphaera moluccana, proponendo il mantenimento della famiglia « incertae sedis » Stomiosphaeridae Wanner e del genere Stomiosphaera come suo genere-tipo.